Malattia di Alzheimer
27 ottobre 2009 – 19:14 | No Comment

Il morbo di Alzheimer è una demenza degenerativa invalidante ad esordio prevalentemente senile (oltre i 60 anni, ma può manifestarsi anche in epoca presenile – prima dei 60 anni) e prognosi infausta. Prende il nome …

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Dieta Chetogena

Pubblicato da admin on 1 dicembre 2009 – 00:12

dieta chetogenaDieta ipocalorica atta a produrre un aumento della chetonemia. È stata introdotta da Wilder nel 1921 nella terapia delle crisi epilettiche, utilizzando una quantità di cibo che conteneva grassi e carboidrati secondo un rapporto di 2:1. Successivi studi sperimentali nel ratto e nel gatto hanno dimostrato che la chetosi indotta dalla dieta aumentava la soglia per le crisi da elettroshock. I meccanismi di azione rimangono a tutt’oggi sconosciuti. L’ipotesi principale è che essa provochi un’acidosi cerebrale (Lennox 1928), ma gli studi sul pH cerebrale intracellulare sono estremamente limitati. Inoltre, non è chiaro se il cervello dei mammiferi usi i corpi chetonici come substrati per una parte considerevole del metabolismo ossidativo. Attualmente viene impiegata, in alcuni centri, per la terapia delle crisi epilettiche farmacoresistenti, soprattutto in età pediatrica. Esistono 3 tipi di dieta: (1) (70% delle calorie quotidiane raccomandate per un paziente di quell’età e del peso ideale, con un rapporto grassi/carboidrati di 4:1); (2) (con un olio di trigliceridi di acidi ottanoici e decanoici); (3) (con una dose di olio di trigliceridi ridotta alla metà). Poiché non esistono studi clinici controllati, i risultati ottenuti sono di difficile interpretazione. Dai dati dei numerosi studi non controllati sembrerebbe avere un’efficacia clinica (con riduzione delle crisi superiore al 50%) nel 60-80% dei soggetti. Tra gli effetti collaterali vengono segnalati urolitiasi e ipovitaminosi D con osteomalacia.

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